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Pausa estiva

Con la fine di luglio sono terminate le sedute estive di yoga e zen al centro Sattva.

Auguriamo a tutti un’estate di gioiosa e serena consapevolezza.

Tenetevi collegati perché continueremo a pubblicare articoli e dettagli operativi.

Vi aspettiamo numerosi alla ripresa ad inizio ottobre.

Un nuovo anno

Un nuovo anno è iniziato ed abbiamo molti progetti in cui desideriamo coinvolgervi oltre alle sedute di Yoga e Meditazione Zen: incontri, proiezioni, attività all’aperto, visite  a mostre ed eventi, cene a tema. Sono attività aperte a tutti i soci e proposte per offrire occasioni di confronto, di scambio, di crescita. Nelle prossime settimane ne parleremo.
Per ora un augurio sincero di Buon Anno.

Il mandala, i suoi simboli.

Ecco il risultato di due intense ore trascorse in un ambiente naturale, al calar del sole, con la brezza che si alzava, a sfoliare rose, prendere le misure, tracciare il terreno, disporre i petali di vari colori a formare un OM incastonato in un fiore di loto e protetto da due cerchi concentrici.

OM o AUM, la sillaba sacra per eccellenza nello Yoga, un mantra, il nome che designa  ed evoca la natura di Ishvara -la coscenza assoluta – negli YogaSutra di Patanjali, il suono da cui tutto ha origine, la vibrazione primordiale. Pronunciare OM ci riconnette alla vastità del cosmo: un movimento di espansione della coscienza e al contempo un movimento di concentrazione del tutto  nel punto “interiore” che riflette quello da cui tutto ha origine. E’ così possibile sperimentare l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. L’esperienza di cantarlo in gruppo non è solo una condivisione ma un processo di armonizzazione profondo, è sentire l’altro e comprendere il valore della diversità e dell’unità nella diversità: un’esperienza profonda che è possibile rievocare quando ci ricorderemo di quell’OM impresso nella nostra mente e nel nostro cuore.

Il Fiore di Loto è simbolo della luce (quindi Sattva) e dell’evoluzione spirituale.
Nasce infatti da un seme che attechisce nel fango sul fondo di acque paludose, quindi al buio, come l’ignoranza che non ci consente di vedere la verità delle cose. Cresce verso l’alto, grazie al calore ed alla luce del sole, al quale si dirige, attraverso l’acqua, che simboleggia tutto il mondo delle emozioni, che ci muovono e ci scuotono, ma che offuscano la verità. Giunto sulla superficie, all’aria,  il bocciolo – la nostra mente – si dischiude petalo dopo petalo, sino ad aprirsi completamente alla luce del sole  che rappresenta la coscenza universale.
Il fiore di loto è anche il simbolo del nostro Centro.

I due cerchi: simbolo di perfezione, quello giallo più interno rappresenta la luce,  alla quale il fiore è chiamato e che qui lo protegge; quello viola, la trasformazione alla quale siamo chiamati per avvicinarci alla luce.

Nostro scopo è quindi entrare in questo processo di evoluzione e penetrarlo fino al raggiungimento della coscienza più piena.

La pratica di yoga e meditazione non si ferma; la nostra attività prosegue infatti il mercoledì sera alle 19 e 30 al Centro. Rivedersi potrà essere un’occasione per condividere l’esperienza della creazione del mandala.

Guarda le immagini della realizzazione del mandala.

Concludiamo anche quest’anno con lo yoga all’aperto

Anche quest’anno (il ventottesimo!) siamo arrivati alla fine del secondo quadrimestre di attività e prima di sospendere le sedute guidate di yoga e di meditazione per il periodo estivo, ci regaliamo una seduta all’aperto in una cornice naturale suggestiva dove storia, tradizione e natura si incontrano e si fondono in una magica armonia.
Per tradizione pratichiamo nella nostra bellissima sede, ma l’ultima seduta si svolge nella natura.
Quest’esperienza ha due finaltà. La prima è di fare incontrare tutti gli allievi,  chi ha approfondito un po’ di più e chi ha meno esperienza, dando modo a ciascuno di confrontarsi, di vedersi, ma soprattutto di percepirsi in modo nuovo. Per i più giovani è un entrare in contatto con una dimensione di attenzione, concentrazione e pratica più sviluppata ed è quindi uno stimolo a proseguire. Per i più anziani è uno specchio: osservare il percorso fatto, capire dove ci si trova, intuire come proseguire. La seconda finalità è quella di sperimentarsi in una situazione diversa e all’aperto, dove il corpo e di conseguenza anche gli altri piani dell’essere, non hanno confini, immersi nell’energia vitale -prahna- che tutto permea ed è fonte, appunto di vita e di continua rigenerazione.
Fare yoga o meditazione all’aperto, percepire le irregolarità del terreno, adeguare ad esse il corpo, sentire la brezza, o il caldo o il freddo, il fruscio degli alberi, il canto degli uccelli, ma rimanendo concentrati sulla pratica è come attivare un altro senso, più interno, immateriale ma altrettanto, anzi più reale: il nostro essere profondo.
E’ un’esperienza ricca e profonda che se il tempo ce lo consente vale la pena di essere ripetuta nel corso dell’estate: Questa bella esperienza, da molti anni si conclude con una cena orientale.
L’appuntamento all’aperto è per il prossimo 28 maggio!

Francesca