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Rendendo del tutto estranee le percezioni relative agli oggetti esterni, e concentrando lo sguardo fra le due sopracciglia, rendendo uguali ispirazione ed espirazione moventisi entro le narici, il saggio che ha vinto i sensi, l’animo, la capacità discriminante, che è tutto fiso al fine della liberazione, che si è liberato del desiderio, del timore, dell’ira, quello appunto davvero è per sempre libero.
Bhagavad Gita, Canto V, 28-29
