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Pensieri 2018

ALBA
“D’innanzi a questo sole antico,
che anche oggi si rinnova,
lanciamo verso di lui la nostra più profonda e vera forza di Esseri umani
e lasciamo che con lui vada verso l’alto
e poi ancora oltre …”
Lorenza

“Il corpo è il tempio che contiene i nostri pensieri, le nostre emozioni e la nostra anima.
Solo così è integrato e diviene strumento per una crescita in consapevolezza.”
Francesca

Riflessioni: La Giornata dello Yoga

La giornata sullo Yoga di sabato 13 gennaio scorso ha visto la partecipazione presso il nostro Centro di una cinquantina di persone provenienti non solo dalla nostra città.

La numerosa partecipazione di praticanti con svariati livelli di esperienza ha dimostrato come l’interesse per questa antica disciplina sia molto diffuso e come via via si senta sempre più l’esigenza di approfondire la pratica.

Si è percepita un’atmosfera di serenità e nello stesso tempo di profonda attenzione unita alla disponibilità dei partecipanti di sperimentare il nuovo.

La ritualità nel prendere il tè è stata accompagnata dalla lettura di una poesia sulla presenza e ritualità del momento.

 

P R E S E N Z A

 Prendere un tè senza renderlo banale

 prendere una tazza senza oscillare

prendere un pensiero e lasciarlo andare

 osservare senza barare

 forse un esempio può aiutare

 copiare, copiare se si vuole imparare

 così un “maestro” invita a fare

provare e riprovare fino a scoprire che,

 bevendo semplicemente un tè,

 ci si può illuminare!


Seikyù

 

13 GENNAIO 2018: GIORNATA DELLO YOGA

Siamo lieti di invitarvi il 13 gennaio 2018 alla giornata dello Yoga organizzata in collaborazione con il festival Yoga Meeting di Merano.
Il ricco programma della giornata prevede: meditazione, rito del te, conferenza e sedute per principianti ed avanzati.
La partecipazione alle attività è gratuita, subordinata al solo versamento della quota associativa di € 10.
Per le sedute è necessaria la prenotazione entro il 12 gennaio.
I numeri da contattare sono: 371 1232508 (Ileana) e 333 2354050 (Francesca).
Vi aspettiamo.
Con l’occasione verranno fornite informazioni sulle nuove attività di Yoga e meditazione Zen che inizieranno il 5 febbraio.

Spiro Dalla Porta Xydias socio onorario

Spiro

Lo scorso sabato 18 aprile, il nostro Centro ha festeggiato i suoi primi trent’anni di attività, con una serata speciale riservata ai soci, arricchita da musica, testimonianze, e dalla costruzione di un mandala di petali di rose.

Ospite d’onore della serata lo scrittore e alpinista Spiro Dalla Porta Xydias, a cui è stato conferito il riconoscimento di socio onorario per affinità spirituale con gli ideali della nostra Associazione.

Nato a Losanna 98 anni fa, Spiro vive a Trieste, è autore di saggi, biografie e romanzi, conferenziere, regista di teatro tra i fondatori del Teatro Stabile di Trieste, ed è stato uno degli alpinisti protagonisti negli anni ’50 della conquista del VI grado nelle Dolomiti. Con il nostro Centro ha sviluppato nel tempo un’amicizia contraddistinta da profonda sintonia nella ricerca spirituale, avendo portato in particolare la sua conoscenza della tradizione spirituale sufi secondo l’insegnamento di Frithjof Schuon.

Il dono di un albero di melograno, opera cesellata dall’orafo artigiano Mastro 7, ha suggellato il riconoscimento di socio onorario. Il Melograno, “Albero della Prosperità”, fin dall’antichità è considerato il simbolo per eccellenza della Prosperità, Concordia e Unione. Il suo frutto, la “melagrana”, con la sua forma sferica dà l’immagine del cosmo e del mondo, raccoglie in sé tante virtù quali l’Unità, l’Onore, la Regalità. Ha il potere in più di generare vera amicizia, suscitare concordia, conservare l’unione tra i popoli, allontanare il male e portare benessere.

A Spiro va la nostra gratitudine per la sua partecipazione e per aver contribuito, con la sua presenza, a rendere ancora più speciale una serata ricca di sottili emozioni, vissuta all’insegna della Bellezza e dell’Armonia!

In viaggio verso l’India 1° – Il viaggio

Il viaggio

viaggio Sattva Yoga e Zen a Trento

Quando si pensa a quella volta in cui andammo a vedere una mostra, un concerto, una città ci si sofferma su quale quadro, quale passaggio nella sinfonia, quale via, palazzo ci ha più impressionati. Poco solitamente resta del tempo trascorso per arrivare alla meta e sopratutto di come siamo arrivati.

Forse è stato così anche per quella volta che in un gruppo numeroso ci siamo recati in quel di Treviso un sabato pomeriggio per visitare una mostra su “L’India magica”. Forse è stato così è forse no.
No perché quello che mi porto via in modo particolare è stato il viaggio fatto assieme per arrivare al luogo dove avremmo visto i misteri e le magie di un continente così lontano da noi. Credo che sia anche la lontananza che crei una sorta di attrazione, una curiosità, un interesse per qualcosa che non conosciamo ma che in qualche maniera sentiamo collegati; quasi come dire che siamo legati a ciò che non conosciamo, spinti dal un bisogno di completezza, chissà.
Tornando al nostro viaggio, ci siamo trovati nel piazzale con il pullman che ci stava aspettando, un punto di partenza o anche di arrivo in un certo senso. La prima tappa era lì, ognuno da posti diversi diretto verso una meta comune.

“A lungo durerà il mio viaggio e lunga è la via da percorre…” sono versi del poeta e mistico indiano Rabindranath Tagore che sono stati letti lungo il tragitto. È vero il viaggio è sempre lungo proprio per la natura stessa del viaggio. Non è uno spostamento asettico, indolore, insapore senza nessun coinvolgimento quasi un tele trasporto dove non importa chi, dove, quando.
Il viaggio è sforzo, impegno e anche pazienza. Ci siamo mossi per tempo per arrivare all’appuntamento e poi siamo saliti sul pullman e abbiamo preso posto e ancora non era iniziato niente. A ragione del vero il viaggio è anche scoperta, incontro: abbiamo parlato con persone che di solito vedevamo di sfuggita durante le attività al centro nel corso dell’anno, abbiamo scoperto le altre persone e forse abbiamo scoperto un po’ di noi.

Durante il tragitto si vive in un periodo di transizione: non si è più quelli che si è partiti (conosciamo qualche persona nuova o conosciamo un po’ meglio qualcuno con cui abbiamo scambiato alcune parole) ma non siamo ancora arrivati e non abbiamo ancora fatto l’esperienza che ci eravamo promesso di fare, vedere la mostra. Eppure in quel periodo si può cogliere quell’atmosfera che si può definire delle possibilità, dove ancora le cose non sono definite dove ancora c’è la possibilità di sorprendersi.
Ci muoviamo continuamente tra eventi, la vita continua a farci muovere da un’esperienza all’altra. Molto del nostro tempo lo passiamo per così dire “in transizione” da una situazione all’altra, in viaggio, metaforicamente parlando e a volte neppure troppo.
E il viaggio spesso si rivela lungo tortuoso e a volte anche difficile: quanto lavoro e sudore ci è toccato per raggiungere una meta, sia essa riuscire a eseguire una posizione o riuscire a calmare i pensieri durante la meditazione.
Allora ci si può chiedere se non ci si possa veder come dei viandanti e sentire come dice Tagore che “ sono le vie più remote che portano più vicino a te stesso; è con lo studio più arduo che si ottiene la semplicità di una melodia”.

Sembra incredibile ma durante il viaggio incontriamo persone e luoghi che nell’insieme possono tendere a lavorare tutte nella stessa direzione, quella di farci vivere il nostro viaggio, di darci una possibilità di sperimentare, di conoscere e di ritrovarci. Grazie a quello che noi incontriamo, gli scambi che abbiamo, riusciamo a costruire, assieme alle nostre scelte, quello che per noi diventerà il nostro percorso. È qui che si possono sentire più vicine le parole di un altro passo della poesia di Tagore “Il viandante deve bussare a molte porte straniere prima di arrivare a casa e bisogna viaggiare per tutti i mondi al di fuori per giungere infine al sacrario più segreto all’interno del cuore”.

Pensando al viaggio a Treviso è facile vedere come sarebbe stato diverso se ognuno ci si fosse recato da solo per i fatti suoi o se ci fossimo dati appuntamento direttamente al museo. Sicuramente ci saremmo persi la possibilità di fare la strada assieme.
Ma non sarebbe corretto trascurare la meta in questi pensieri rivolti al viaggio, perché è quella che ha permesso di fare il viaggio e che permette anche all’esperienza di non andare dispersa, come il tappo di un profumo.
Il profumo che può dare la voglia di rimettersi in cammino.

Leggi gli altri articoli:

In viaggio verso l’India 3° – Impressioni

In viaggio verso l’India 2° – Il punto di ascolto perfetto

India Magica

Pausa estiva

Con la fine di luglio sono terminate le sedute estive di yoga e zen al centro Sattva.

Auguriamo a tutti un’estate di gioiosa e serena consapevolezza.

Tenetevi collegati perché continueremo a pubblicare articoli e dettagli operativi.

Vi aspettiamo numerosi alla ripresa ad inizio ottobre.